funghiBisogna fare attenzione a ciò che si mangia, perché bene o male, nessuno può stare senza nutrirsi, e mi sa che qualcuno se ne approfitta propinandoci qualsiasi porcheria spacciandola per cibo, solo perché è stata rimodellata, colorata e profumata.

Sta a noi cercare di discriminare, partendo dal fatto che la nostra alimentazione sarà diversa a seconda del nostro stato d’animo, infatti, quando siamo arrabbiati, tristi, frustrati o altro, tenderemo a mangiare peggio, e torniamo a quanto detto all’inizio, qualcuno ci “marcia” su questo, rendendo plausibile ogni schifezza per i sordidi interessi di chi non ha a cuore l’umanità su questo pianeta.

Scopriamo, da un articolo su Repubblica, che ci sono funghi sconosciuti nei nostri piatti, i più fortunati se li raccolgono direttamente nei boschi, ma quelli che si affidano alle bustine contenenti porcini secchi acquistate sugli scaffali dei negozi alimentari corrono seri rischi, perché non sono certi di conoscerne realmente il contenuto.

Molti di questi funghi provengono dalla Cina, ditemi ormai, a questo punto, che cosa la Cina non sforna facendogli fare il giro del mondo, funghi dei quali, in moltissimi casi, non se ne conosce neanche il nome, ma grazie a due ricercatori inglesi dell’Orto Botanico Kew di Londra, ciò sta avvenendo, infatti, incuriositi dalla bustina che avevano acquistato contenente 15 pezzetti di funghi, dei quali 5 conosciuti, hanno cominciato a dare un nome agli altri 10.

Si stima infatti che siano oltre 10 milioni le specie di funghi esistenti, ma che siano solo 100mila quelli descritti, di cui 16mila quelli più noti. Pensare alla Cina non sovviene immediatamente la parola qualità e di conseguenza la fiducia nei prodotti che esporta, visto anche l’utilizzo di pesticidi in quantità industriali, per non parlare del resto.

Per quanto mi riguarda non ho mai approfondito questa cosa, visto che non mangio funghi, ma una brevissima navigazione in rete mi conferma dell’effettiva pericolosità di questo prodotto proveniente da luoghi di dubbia affidabilità. Le importazioni dei funghi freschi e refrigerati dalla Cina sono aumentate sempre di più, e le contraffazioni riscontrate stanno aumentando di conseguenza, compresi i sequestri della merce, la quale riporta date di scadenza fasulle, compresa la provenienza spacciata per Made in Italy, come riportato da http://www.universofood.net/. Ma non è solo la Cina a preoccupare in tal senso, visto che ormai il 90% dei funghi proviene dall’estero senza poter sapere quali percorsi abbiano compiuto.

porcini-funghi-secchi-ldLa preoccupazione aumenta leggendo di un sequestro di 1200 kg di porcini secchi cinesi contaminati da un insetticida, riscontrato in confezioni da 30g vendute nei supermercati Ecu e LD, come riportato da http://www.ilfattoalimentare.it/. L’insetticida in questione è il propoxur, assieme ad un altro non ammesso in Europa, la tetrametrina.

Ormai l’essere umano è divenuto un contenitore nel quale sversare ogni veleno possibile, perché nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, lo sanno bene le industrie del crimine alimentare, ormai disumane nell’applicare l’avvelenamento come una ragione di vita. La crisi non aiuta, favorendo la commercializzazione di prodotti a costi innaturali, se solo si pensa alla filiera produttiva, ma nonostante questo risultano appetibili, anche se, ad un “ascolto” più approfondito, fidandoci del nostro sentire, ne riconosceremmo la nocività.

Guardiamo le etichette, informiamoci, questi criminali giocano anche sull’automatismo degli acquisti, affranchiamoci dai veleni, cominciando per esempio, a rimarcare la qualità in luogo della quantità… perché lo stare bene comincia dalla qualità del cibo che ingeriamo.