Alimentazione & Stile di vita, Notizie

cat-300572_1280Uccidere o mangiare i gatti, lo stesso vale anche per i cani, è un reato punibile con il carcere, malgrado questo, come sostiene l’Aida&a, l’associazione italiana Difesa Animali e Ambiente, in Italia, nel 2014, circa 7mila gatti sono stati uccisi e cucinati.

Il pensiero potrebbe andare alla ristorazione asiatica, ma in questo caso sono proprio gli italiani a cibarsi di gatti, specialmente nelle provincie di Brescia, Cremona, Vicenza e Verona, nel milanese e nella zona tra Parma e Reggio Emilia.

Tutto questo, come riportato dall’Aida&a, avviene di nascosto, ma secondo le segnalazioni che sono giunte, raccolte e analizzate dal servizio segnalazionereati@libero.it, pare che si organizzino veri e propri pranzi a base di gatti con la presenza anche di 20 – 30 persone.

Non stiamo parlando solo di randagi, ma anche di gatti che sono stati allevati proprio per questo scopo, per esempio, nella provincia di Milano, una signora, nel corso di diversi anni, ha allevato circa 600 gatti, dandoli da mangiare ai suoi commensali spacciandoli per conigli.

Sembra di tornare ai vecchi racconti che, tramandati dai nonni, parlavano di gatti che venivano mangiati per la fame, ma sentirne ancora parlare ai nostri giorni mi sembra assurdo… in ogni caso, secondo la mia opinione, nessun animale andrebbe ucciso e mangiato, favorendo la possibilità di diventare vegetariani.

Si diventa vegetariani per migliorare la propria salute, ma anche quella del mondo di cui facciamo parte, conducendo un’esistenza più rispettosa della natura e delle creature che ne fanno parte.

A questo proposito vi consiglio un articolo pubblicato sul portale Yoga, Vita e Salute http://www.yogavitaesalute.it/il-vegetarianesimo-nelle-diverse-culture-e-religioni/ che mi è piaciuto leggere.

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