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Negli ultimi tempi si parla sempre più insistentemente di gender, per cui è bene cercare di capire di cosa si tratta. Il termine gender, tradotto in italiano genere, si riferisce al concetto di identità di genere, concetto che va al di là della differenza biologica. Un conto è infatti essere maschio o femmina dal punto di vista biologico, un conto è sentirsi maschio o femmina. È questa la differenza del concetto gender. È bene distinguere tra tre concetti differenti:

  • Identità di genere
  • Ruolo di genere
  • Orientamento sessuale

Identità di genere
L’identità di genere è come ciascun individuo sente di essere, nel profondo di sé stesso, maschio o femmina. In pratica, ognuno di noi, si sente maschio o femmina, e questa è l’identità di genere, ossia identificarsi in un maschio oppure in una femmina.

Il ruolo di genere
Il ruolo di genere invece si riferisce ai comportamenti sociali che, secondo i consueti canoni, sono più adatti a ruoli maschili o femminili.

L’orientamento sessuale
L’orientamento sessuale si riferisce all’attrazione affettivo-sessuale di una persona nei confronti di un’altra. Sono orientamenti sessuali l’eterosessualità, l’omosessualità, e la bisessualità.

Transessualismo, transgenderismo e disforia di genere
Gli individui transessuali sono quelle persone che nascono con un sesso, ma sviluppano una identità di genere opposta. Ad esempio, un maschio che si sente femmina, oppure una femmina che si sente maschio. In questo caso, sesso biologico e identità di genere non coincidono. Alcune persone transessuali possono decidere di sottoporsi ad un intervento chirurgico per cambiare sesso. Ma rappresentano la minoranza.

Il termine “transgender” si riferisce invece a quegli individui che si identificano in modo transitorio o persistente con un sesso differente dal proprio sesso di nascita, non aderendo però pienamente al genere opposto. Di conseguenza, potremmo trovarci di fronte un uomo con trucco, parrucca e abiti femminili, oppure una donna con taglio di capelli maschili, abiti e atteggiamenti maschili. In entrambi i casi, non c’è un passaggio definitivo al sesso opposto. Nel caso si utilizzassero terapie ormonali, verrebbero modificati solo alcuni dei caratteri sessuali. Molto spesso, con il termine “trans”, vengono identificate sia le persone transessuali che transgender.

Disforia di genere
È una condizione clinica in cui la persona in causa avverte un grande disagio nell’avvertire la discrepanza tra il proprio sesso biologico e la propria identità di genere. Tale disagio può compromettere la vita sociale e lavorativa della persona.

La teoria del gender o ideologia del gender
La teoria del gender nasce all’interno degli ambienti cattolici negli anni ‘90, con l’apparente scopo di far tramontare l’idea di famiglia tradizionale basata su una chiara definizione di sessi e ruoli di genere. Ci furono accesi dibattiti in diverse conferenze, supportate anche dalla constatazione che esistevano individui ermafroditi che possedevano parti di genitali sia maschili che femminili. Fu proprio nell’ambito di questo acceso dibattito che il termine gender venne, impropriamente, utilizzato come sinonimo di omosessualità e transessualità.

L’omofobia
Sappiamo tutti cos’è l’omofobia. A nessun omossessuale fa piacere essere giudicato per via del suo orientamento sessuale. Siamo tutti d’accordo che l’omofobia è da condannare. Ultimamente però, le persone contrarie all’ideologia gender vengono accusate di essere omofobe. È falso. Chi è contrario al gender non è omofobo, è quello che vogliono farci credere.

La scuola un campo di rieducazione gender?
Negli ultimi anni la scuola si sta lentamente trasformando in un campo di rieducazione gender con le seguenti modalità:

  • Fiabe sulla transizione di genere
  • Introduzione del bagno “neutro”
  • Introduzione della carriera alias

In dettaglio, vengono proposti libri con fiabe dove si parla apertamente della transizione di genere, inculcando nella mente dei bambini che oggi sei maschio, ma un giorno potresti essere femmina o viceversa. Ma chi li ha autorizzati a fare una cosa del genere? E se io come genitore non fossi d’accordo? Per quale motivo mio figlio o mia figlia, che sinora non ha mai avuto dubbi sulla sua identità sessuale, deve porsi questi dubbi, ma stiamo dando i numeri? Il bagno “neutro” è un’idea che avrebbe lo scopo di non discriminare i bambini o giovani, per favorire la sessualità “fluida”. E noi ci dovremmo credere che il vero scopo sia quello. La carriera “alias” permetterebbe agli studenti, incerti sulla propria identità, di cambiare il proprio nome sul registro di classe.

I pericoli dell’ideologia gender
Questa teoria è molto pericolosa in quanto promuove l’idea che l’essere maschi o femmine non sia un fatto biologico, ma sia una convenzione sociale e che ogni bambino, ragazzo, adulto debba scegliere cosa essere in base a ciò che sente, a come si percepisce. E tutti quelli che non accettano quest’idea vengono accusati di omofobia. Comodo, vero?

Il gender a scuola in Italia
In Italia sono più di 100 gli istituti scolastici che hanno aderito alla carriera alias, ma la cosa più sorprendente, è che gli alunni non hanno bisogno del consenso dei genitori, né di un certificato medico. Grandioso. Ma tali provvedimenti sono legali? Dove sta la norma che prevede la creazione del profilo alias con il consenso di genitori e studenti? Per non parlare del fatto che l’istituto scolastico non ha le competenze legali per deliberare un anagrafico diverso da quello detenuto dall’anagrafe comunale. La carriera alias, ovviamente, può generare un aumento dell’incertezza nei confronti dei bambini più fragili, insomma, un vero e proprio disastro educativo.

Il gender in un liceo di Brescia
Quello che segue è il programma di un corso gender di un liceo di Brescia. (1)

Come potete vedere, c’è in programma il “superamento del binarismo” e la “carriera alias”. Questo evento è stato patrocinato del precedente governo. Al momento in cui scriviamo, non si sa se l’attuale governo Meloni abbia intenzione o meno di lasciare o ritirare il patrocinio del governo.

Iniziative gender in Italia
Eccone una. (2)

Eccone un’altra. (3)

Il Comune di Roma promuove un evento basato sulla sessualità fluida, in cui due “Drag Queen” raccontano fiabe gender ai bambini. Questa è la locandina dell’evento.

L’evento si chiama Fiabe e racconti di inclusione e amicizia per bambin* e ragazz*. Gli asterischi sono voluti per nascondere il genere delle parole: non esistono più “bambini” e “bambine”, ma un indifferenziato “bambin*”. Il sesso è fluido, confuso, mutevole. In poche parole, un concentrato di ideologia gender somministrato ai bambini dalle Drag Queen Cristina Prenestina e Paola Penelope. Con il patrocinio del Municipio Roma VII e la promozione sul sito del Comune di Roma.

Chi finanzia il mondo Gender (4)
Negli anni 2013 e 2014, l’Arcigay ha ricevuto 99.690 dollari per un progetto finanziato dal noto magnate George Soros, dal titolo “LGBT Mob-Watch Italy-Europe 2014”, con l’obiettivo di ampliare la voce del popolo LGBT (Lesbiche, Gay, Bisex e Transgender). Ma per quale motivo un miliardario come Soros ha interesse per questo mondo? Cosa gli entra in tasca? Bella domanda, vero?

Il gender dal punto di vista dei “complottisti”
Quali potrebbero essere gli effetti a lungo termine se l’ideologia gender fosse applicata su larga scala?

  1. Per ovvi motivi, si farebbero meno figli, con conseguente riduzione della popolazione (non ci avevi pensato, vero?). Ma questo, tutto sommato, è il male minore;
  2. Distruzione della famiglia come istituzione originaria, costituita da due genitori maschio e femmina e da figli maschi e femmine (cosa c’è di male in una famiglia “normale” di questo tipo?);
  3. Realizzazione di una società senza una distinta identità, e di conseguenza senza basi solide, più facilmente manipolabile dai poteri forti (che non sono i parlamentari…).

È questo che vogliamo?

Fonti:
(1) Adl-Zavidovici.eu – Eventi Io, Tu, Noi
(2) SecoloDItalia.it – Favole gender lette ai bambini durante il Gay Pride…
(3) ProvitaEFamiglia.it – Drag Queen e gender per bambini, promosso dal Comune di Roma: protesta anche tu!
(4) EuropeanConsumers.it – Gli amici di Soros