Bandiera-greciaLa Grecia è vicina e nessuno se la fila, anzi qualcuno che si interessi a lei c’è e si chiama troika, formata dagli emissari di Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Commissione Europea. L’adesione al progetto Europa appariva per molti la risoluzione a tutti i mali, mentre invece si sta rivelando un incubo. L’intento poteva apparire anche bello, ma probabilmente non vi erano le condizioni economiche e culturali perché ciò potesse avvenire.

A pensare male ci si prende, recita un antico adagio, ed i parametri del Trattato di Maastricht, o Trattato sull’Unione Europea, firmato il 7 febbraio 1992, che fissavano le regole politiche e i parametri economici necessari per l’ingresso dei vari Stati aderenti nella suddetta Unione, erano già stati prefissati in modo tale da potersi impadronire degli stati stessi, i quali mai avrebbero potuto rispettarli pienamente. Un trucco vecchio come il mondo, che espone gli stati a rischi eccessivi per poi depredarli.

La Grecia sta già adottando il baratto, ed è notizia di questi giorni che, in occasione di un musical organizzato da studenti, anziché pagare il prezzo del biglietto a teatro si accederà pagando con il cibo. L’iniziativa è della scuola di Atene community school, ed il ricavato andrà a sostegno dei cittadini che vivono in sacche di povertà.

La scuola è particolarmente vessata, e molti insegnanti greci rischiano il licenziamento, visto che 15mila dipendenti pubblici rischiano il posto, sempre grazie all’opera della troika che deve far tornare i conti a posto… i loro però. È significativo che questa iniziativa del baratto sia partita dal settore scuola, settore fondamentale per creare generazioni che possano essere lungimiranti. Anche in Italia la devastazione della scuola è sotto gli occhi di tutti, la quale risulta pericolosa per gli interessi di chi, necessitano di precarietà e ignoranza.

Intanto il tasso di disoccupazione in Grecia assume valori impressionanti, raggiungendo ormai il 27,5 %. La troika sa proporre solo prestiti in cambio di ulteriori tagli al tessuto sociale, per forza gli interessi da usuraio sono altissimi, e siamo di conseguenza in presenza un cul de sac. Se lo stato indebitato riesce a pagare sono soldi a valanga che entrano, nel caso opposto gli si espropria il territorio. Facile no?

E i creditori internazionali gongolano avanzando nuove richieste, come riportato dal fattoquotidiano.it, tipo la soppressione di alcuni diritti dei lavoratori nell’ambito del nuovo contratto collettivo. Questa norma è già comunque in vigore da un anno e mezzo, infatti i nuovi lavoratori possono essere assunti con uno stipendio di 350 euro, con le multinazionali tedesche che ringraziano.

In Italia non siamo messi meglio ed un occhio più interessato alla realtà greca meglio darglielo. I mezzi di comunicazione non ce lo dicono di certo, troppo delicati nei nostri confronti, potremmo impressionarci… meglio prenderci alla sprovvista, sarà una sorpresa, o no?