unicefLa Vita è più forte, ne sono sempre più convinto, anche se stiamo vivendo tempi nei quali tutto parrebbe dire il contrario. Niente e nessuno potrà spegnerla, e poco importa se in faccia ci sentiamo sbattere tutto il brutto possibile, il bene prevarrà in ogni caso, e lo si capisce da tante piccole storie quotidiane che ti colpiscono al cuore.

Una di queste riguarda dei bimbi indiani, che da sette anni aspettano un ponte che, malgrado le promesse non è ancora stato costruito. Nel frattempo, per andare e tornare da scuola, ogni mattina e sera, 125 bambini del distretto Chhota Udepur del Gujarat, attraversano un fiume largo 600 metri che scorre impetuoso, e come non bastasse, è anche infestato dai coccodrilli.

Molti bambini possiedono solamente l’uniforme che indossano, sono costretti quindi ad asciugarsi i vestiti durante il tragitto per andare a scuola, ma nella stagione invernale, con la presenza dei monsoni, non è raro rimanere zuppi per tutta la giornata. Malgrado questo la Vita è più forte, sospingendo sempre oltre i limiti, verso quel barlume di speranza che un’istruzione può dare.

Succede anche questo, in un mondo sempre meno umano, che tende a prosciugare ogni risorsa a favore di una minoranza di persone, burattini manovrati da alieni a questa umanità. Tutti a lavarsene le mani per poi fregarsi bellamente l’asciugamano, ma anche per loro ogni cosa, ha un inizio e una fine, perché la Vita è più forte, e questi bambini sono strumenti nelle sue mani.

I bambini di oggi saranno i costruttori di ponti di domani, e saranno capaci di riportare il bello su questo pianeta, anche grazie ai bambini indiani che sfidano i coccodrilli per andare a scuola, dai quali possiamo trarre forza, per affrontare i nostri “problemi” quotidiani, e vederli sotto una luce diversa, quella dell’amore.