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L’85% della popolazione mondiale vive in dei paesi che consumano più risorse di quelle presenti nel loro territorio. Per Global Footprint Network, il centro di ricerca che studia l’andamento dell’impronta ecologica dell’umanità, l’Italia ha un rapporto tra consumi e risorse disponibili pari a 4 mentre gli Stati Uniti si fermano a 2. In questa classifica negativa ci battono il Giappone ( 7 ) e gli Emirati Arabi ( 12).

Se lo stile di vita dei paesi industrializzati venisse esportato in tutto il pianeta, la Terra verrebbe spremuta come un limone. Secondo i calcoli del Global Footprint Network già adesso ci vorrebbero 1.5 Terre per fornire le risorse rinnovabili necessarie per mantenere l’ecosistema terrestre mentre nel 2050 ce ne vorranno 3 di Terre.

Non possiamo continuare così, per cambiare paradigma economico dobbiamo essere governati da persone che hanno a cuore le sorti dell’umanità. Basta con questi politici lobbysti che ci stanno portando alla rovina. Dobbiamo capire che il pil, lo spread e gli indici della borsa sono invenzioni di mente perverse che hanno in odio l’umanità. Il potere delle corporation deve essere ridimensionato se non azzerato.

Vogliamo insegnare ad altri paesi la democrazia e siamo buoni soltanto a scatenare guerre per accaparrarci il petrolio e il gas. Siamo veramente ridicoli quando crediamo che le decisioni prese nei G8 tengano conto dell’interesse dell’umanità. Le moratorie dell’Onu come le direttive della UE sono in mano ad affaristi senza scrupoli.

Il nostro modello economico dettato dagli interessi delle multinazionali depreda le risorse della terra. Abbiamo paura di perdere il lavoro per colpa degli immigrati, ma non ci rendiamo conto che i veri ladri siamo noi. Se tutte le forme di vita presenti sulla terra venissero rispettate, ogni abitante della terra potrebbe attingere a delle risorse sufficienti per stare bene.

Non dobbiamo temere la crescita demografica ma il declino della coscienza umana. Siamo tutti figli della terra e del cielo, secondo quale diritto qualcuno dovrebbe accaparrarsi più ricchezze di altri? Per rimettere le cose in sesto, al momento, la decrescita economica dei paesi industrializzati appare l’unica via percorribile.