763896062La Terra respira con due polmoni, uno rappresentato dalle foreste, l’altro dal mare. Non tutti sanno, infatti, che le acque superficiali raggiunte dalla luce del sole, grazie alla moltitudine di microorganismi presenti, producono il 50% dell’ossigeno del pianeta grazie alla fotosintesi clorofilliana. Questo riscontro si deve alla goletta Tara che, navigando a vela per 140mila chilometri in lungo e in largo negli oceani, ha raccolto 35mila specie di microrganismi che formano il plancton, elemento in grado di sfamare pesci e balene, in mancanza del quale viene minata la catena alimentare.

Il lavoro della goletta Tara ha fornito ai ricercatori una specie di Dna del mare, il quale è mosso da 40 milioni di geni, riscontrando che il 73% dei geni presenti nell’uomo sono uguali a quelli del plancton presente nel mare. Che cosa possiamo dedurre da tutto questo, se non il fatto che una porzione di mare vive anche in noi? Quanto tempo ci metteremo a comprendere che distruggere la vita dei mari e degli oceani distrugge la vita umana, e non solo?

Ci sono voluti 10 anni di lavoro, con 500 scienziati di 40 nazioni, per fornire questi dati che devono assolutamente sensibilizzare la coscienza di ognuno, perché non solo gli oceani ci forniscono la metà dell’ossigeno che respiriamo, ma assorbono il 90% del calore causato dai gas serra e un quarto dell’anidride carbonica prodotta dai combustibili fossili, ha spiegato Marcia McNutt, direttrice della rivista Science che sta pubblicando i primi risultati della missione Tara.

L’essere umano continua nella sua opera di autodistruzione arrecando danni irreversibili alla Terra, senza rendersi conto di abitare all’interno di essa, e di distruggere se stesso perché ne è parte. Purtroppo manca lo strumento del cuore, capace di donare una visione più ampia della vita, una visione che tenga conto del bene comune, preferendo invece svendere il tutto per un piatto di lenticchie.

L’ignoranza umana è fatta così, e se un giorno si renderà conto del valore delle cose, ciò accadrà solo dopo averle perdute. Non si può cambiare ciò che non si conosce, e l’ignoranza umana deve essere veramente tanta se non riconosce altra via se non quella della distruzione per godere di effimeri attimi di illusorio potere.