eagle-1029908_1920Si legge di terrorismo e di minacce credibili a Los Angeles, forse un allarme bomba, e per questo sono state chiuse tutte le scuole e i 640mila studenti resteranno a casa per non correre rischi. Bisogna convivere con la paura, sembra che non abbiamo scampo, perché ovunque si vada questa frequenza si insinua pericolosamente, trapelando continuamente dalle parole delle persone così da creare le condizioni perché questo morbo si diffonda.

Siamo in una rete, come quelle a strascico che usano i pescatori, rete che raccoglie frammenti di coscienze per poterle inquinare, così che a loro volta servano a contaminare altre coscienze. Basta veramente poco perché ciò avvenga visto che tutto è concatenato, producendo un effetto domino che porta a far cadere i vari pezzi mettendo in allarme quelli che sono ancora in piedi. La voce che si alza verso il cielo richiama maggiore sicurezza, e perché ciò accada ci vuole sempre più paura.

Bisogno di sicurezza, significa maggiori restrizioni. I polli sono preoccupati del possibile sopraggiungere della volpe, e che cosa fanno? Chiedono al padrone dell’azienda agricola che nessuna volpe possa minare il loro quieto vivere. Naturalmente sono disposti a tutto, perché nel frattempo ci sono stati alcuni “episodi” che li hanno messi in allarme, facendo montare la paura di una possibile minaccia. Niente paura, la volpe possiede tutto quello che serve per rassicurarci, e nello stesso tempo produrre “improvvisi” lampi di terrore.

Che “bella” la rete, un piccolo alito di vento proveniente da qualche parte, diviene una tempesta in un altro luogo. Sono stati veramente “bravi” a costruirla. Naturalmente anche con il nostro avvallo, anche se la loro “bravura” è andata oltre rispetto a ciò che potevamo comprendere, giocando come il gatto con il topo, erodendo sempre più spazi di vitalità al cui posto inserire una cultura di morte. La paura di morire e il timore che qualcosa “muoia” nelle nostre vite, ritenendolo indispensabile, come la salute e la tranquillità economica, la farà da padrone, il resto di conseguenza.

Creato il gioco tutto è divenuto semplice, una specie di transformer, così da modificarlo ad arte a seconda degli obiettivi. Basta cambiare un inserto e l’alito di vento fa il suo dovere, giungendo in ogni luogo del pianeta, così da spalmare in esso tutte le illusioni che servono per generare paura. In questo modo la vita viene bloccata, facendo proliferare tutto ciò che può paralizzare le coscienze, rendendole inerti. Un po’ come l’immagine che ho in questo momento, quella di un vecchio centralino, dove l’inserimento di un determinato spinotto creava questo o quel collegamento.

Secondo loro la paura rende liberi, non è proprio così, perché la realtà è ben diversa. Mi fa sorridere il ricordo di un personaggio, interpretato da un comico, il quale diceva che faceva quello che voleva, semplicemente ciò che avevano deciso gli altri per lui. L’essere umano non è così diverso, percependo come libertà lo stare in una gabbia senza apparenti sbarre, sospinto nella direzione dell’alito di vento di cui sopra. L’importante è che possa gingillarsi con qualcosa, magari di tecnologico, oppure che viva nella miseria più nera, in entrambi i casi la paura farà il suo dovere.

Cerchiamo di rimanere liberi nelle coscienze, le cose che possiamo perdere sono in ogni caso transitorie, mentre esiste un presente che deve essere vissuto a testa alta, continuando ad alimentare la nostra umanità. Sappiamo cosa significa avere paura e che cosa produce, proviamo a comportarci diversamente, magari coltivando un senso di unione percepito come una minaccia da coloro che spargono consapevolmente la paura.