paceL’esercito ucraino e i miliziani filorussi sono prossimi alla tregua stabilità per il 15 febbraio a mezzanotte, ma perché rimanere con le mani in mano, meglio continuare a passarsi il tempo con quello che sanno fare maggiormente, continuando a farsi la guerra, mietendo ancora vittime nella zona del Dombass, e cercando di guadagnare posizioni strategiche utili in un prossimo futuro.

Non c’è che dire, i presupposti non sono niente male, credo invece che le ferite si accentueranno, rendendo veramente improbabile un cessate il fuoco reale e stabile, un po’ come avere un infarto ora e cominciare a curarsi da lunedì, e nel frattempo continuare a fare tutto quello che ha concordo a procurare l’infarto… possiamo pensare che lunedì staremo bene?

L’essere umano è fatto così, procrastina ciò che potrebbe fare sin da ora, per potere ancora trarre profitto da ciò che sta facendo.  Essendo in guerra con se stesso non può non esserlo con i suoi simili, vivendo questo atteggiamento come l’unico possibile, un atteggiamento che ha in sé una voglia smodata di prevaricare, e nello stesso tempo dare ampia dimostrazione della propria inadeguatezza.

La guerra produce morte e distruzione, la pace vita e benessere… è così difficile scegliere ora senza dare luogo ad una tregua traballante che finirà inevitabilmente per cadere?