4633087_6_8534_une-ruche-dans-le-vermont-dans-le-nord-est-des_fd68bdba46271837b4d22b80e2570843Quante indagini debbono essere svolte e quante cifre devono essere snocciolate perché l’essere umano si renda conto che la moria delle api non è cosa buona, perché se viene a mancare chi impollina saremo sempre più in balia di multinazionali alle quali il ciclo della natura risulta indigesto… poi cosa useremo… fiori di plastica? Certo saranno un po’ scomodi da pulire, ma con il vantaggio che non sfioriranno, tanto un po’ plasticati lo siamo ormai tutti, sempre più in linea con una vita ormai aliena a questa umanità.

Giunge dagli Stati Uniti l’ulteriore conferma di questo crimine contro le api, dovuto in massima parte all’uso indiscriminato di neonicotinoidi presenti nei pesticidi che vengono utilizzati come acqua fresca. Ma partendo dal fatto che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si traforma… e che in questo caso si trasforma negativamente a danno della vita di cui siamo parte, assimilando in tutti modi ciò che viene spruzzato per salvaguardarsi… che cosa vogliamo decidere riguardo al nostro futuro? Quale linea d’azione vogliamo portare avanti? Ma è proprio necessario avvelenarsi? E per che cosa poi? Per raccogliere di più, per la fame nel mondo? Fantastico, salviamo dalla fame le persone, se mai dovesse avvenire, per poi avvelenarle… strano modo di intendere la difesa della vita.

I dati che giungono dall’American College of Maryland resi pubblici il 13 maggio scorso ci dicono che il 42,1% delle api sono morte tra l’aprile del 2014 e l’aprile del 2015, cifre che ci parlano di un massacro senza precedenti di cui qualcuno dovrà pure assumersi la responsabilità. Quanti “crostini” deve ancora mangiare l’essere umano perchè si renda conto di essere la causa della propria condizione, artefice di un degrado della vita che non conosce sosta? Quando, mi chiedo, riuscirà ad esprimere un barlume di consapevolezza con il quale rendersi conto della relazione tra causa ed effetto? Spero presto, altrimenti la svendita di questo pianeta a forze disumane non potrà essere evitata.

Ci abbiamo messo un po’ a scoprire che la Terra è rotonda, ma non per questo deve “rotolare” verso un burrone per poi schiantarsi. Il pianeta azzurro è ancora un bel posto per viverci, ma non possiamo smantellarlo per poi venderlo a peso dopo averlo spolpato di ogni risorsa. Non è normale che le api stiano morendo, vuol dire che la Terra è sempre meno ospitale nei confronti della vita e non possiamo continuare a segare il ramo sul quale siamo seduti per poi lamentarci della inevitabile caduta.

Basta veleni, ma proprio non riusciamo a comprendere che tutto questo serve ad abbassare la vitalità degli esseri umani, i quali opporranno sempre meno resitenza a questa che è una vera e propria invasione di forze che vogliono indurci a vivere in maniera disumana, come per esempio mangiare insetti come i rettiliani? Evidentemente no, ma bisogna svegliarsi altrimenti sarà un lungo sonno…