Terra

La tensione in Ucraina è sempre alta e la probabile sospensione delle forniture di gas all’Ucraina a partire dal 1° giugno non aiuta di certo. Lo riferisce il premier slovacco Robert Fico, attribuendolo al fallimento delle trattative inerenti al pagamento del debito ucraino che ormai ammonta a 3,5 milioni di dollari. Il presidente Putin comunica che le eventuali prossime forniture avverranno solamente in caso di pagamento anticipato del gas.

L’Unione europea importa un quarto del gas dalla Russia, di cui la metà attraverso l’Ucraina, e i paesi che potrebbero essere minacciati da questo braccio di ferro legato al gas sono soprattutto Romania, Bulgaria, Ungheria e la Slovacchia. In ogni caso l’effetto domino che si potrebbe creare è evidente, visto che l‘annessione dell’Ucraina pare essere il vero obiettivo dell’oligarca russo, e tutto sta procedendo secondo un piano che appare sempre più palese.

La situazione sta vivendo un momento di relativo “stallo”, probabilmente perché si attendono le elezioni presidenziali ucraine che si svolgeranno il prossimo 25 maggio. I sondaggi danno favorito il miliardario e “re del cioccolato” Petro Poroshenko, di posizioni moderate ma chiaramente anti russe.

Siamo comunque in presenza di una polveriera perché l’eventuale vittoria di Poroshenko ostacolerà presumibilmente i piani di Putin, inoltre siamo comunque in presenza di un paese come l’Ucraina diviso, visto che nella sua parte orientale vi sono due repubbliche indipendenti autoproclamate e decine di focolai di protesta contrari al governo di Kiev.

Nuove sanzioni vengono approntate per la Russia, i “grandi della terra si comportano con la consueta ignoranza, in uno stillicidio di azioni inutili nel tentativo di celare le reali intenzioni di ogni singola parte. L’unica soluzione sarebbe rappresentata dall’amore, rendendosi conto di appartenere tutti alla razza umana, e cominciando ad averne cura per la sua preservazione per il beneficio di tutti.

Non è evidentemente il momento, e la guerra appare sempre più probabile, in un contesto già visto, composto da forze complementari manovrate da forze aliene all’umanità. Siamo in presenza di una scacchiera nella quale i pedoni fanno il lavoro “sporco” per consentire a chi li manovra di giungere in una posizione che consenta loro di dare lo scacco.

Putin, Obama e altri sono solo dei prestanome, collocati ad arte e svuotati di ogni connotazione umana. La sensazione che provo nell’osservarli è di avere davanti degli involucri, dove forze disumane hanno trovato un terreno fertile per incistarsi e dare luogo al loro progetto di morte. Non si spiega altrimenti la presenza di questi personaggi totalmente agli antipodi del bene comune.

La guerra si avvicina e si sente nell’aria, questa è la mia sensazione, con tutti gli alibi che servono per giustificare azioni aberranti. Difendiamo la terra, il popolo, le origini, la cultura, il territorio, la lingua, la storia, la fede e altro ancora, questa è la litania del male che vuole affermarsi.

Ma se invece di difendersi giocassimo d’attacco andando verso l’altro condividendo ciò che unisce non sarebbe meglio? Questo sì che sarebbe rivoluzionario, e se volessimo veramente difendere qualcosa che cosa potrebbe essere meglio della nostra umanità e quel tesoro sul quale siamo seduti rappresentato dalla nostra anima?

Siamo veramente ad un punto cruciale, e i popoli debbono smetterla di sentirsi gli eletti a scapito degli altri. L’unico popolo eletto è l’umanità, nessuno escluso, con tutta la sua varietà all’interno di una vita che non fa sprechi, una vita volta a portare il regno dei cieli in terra.

Se servirà una guerra la si farà, ne sono state fatte tante prima e non sarà certamente l’ultima, ma ogni volta siamo davanti ad una opportunità, preghiamo quindi perché possa essere colta.