Alimentazione & Stile di vita

 

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La multinazionale di Saint Louis continua a raccontare balle e le autorità credono a Babbo Natale. L’autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha dato il via libera per l’importazione della soia geneticamente modificata MON87769. Questo organismo è stato modificato geneticamente, per renderlo adatto a  sviluppare un acido polinsaturo (SDA) della famiglia degli omega-3, utile nella cura di diverse patologie, e per immunizzarlo dal glisofate, l’erbicida della Monsanto. Quanto è premurosa la Monsanto, ha forse paura di perdere le sue cavie preferite?

Secondo gli esperti EFSA sugli OGM, la soia transgenica risulta essere pressoché equivalente a quella convenzionale, per cui non costituisce nessun rischio per la salute umana.  Il parere positivo di questi esperti “sensibili” alle necessità delle multinazionali, si basa su degli studi condotti dalla stessa Monsanto sui ratti,  e sulla presunta stabilità dell’olio SDA transgenico della soia. La Monsanto, è risaputo, non brilla per onestà, infatti è stata più volte condannata per intossicazione e molti dei suoi studi sono stati sbugiardati.

In Francia, nel 2012, un agricoltore si è visto riconosciuto il danno causato dall’ utilizzo prolungato  di un erbicida, il Lasso, della Monsanto. Un gruppo di ricercatori norvegesi ha rilevato nella soia OGM una media di nove milligrammi di erbicida Roundup per chilogrammo, quando uno studio della stessa Monsanto del 1999 poneva come limite di sicurezza, prima della fatidica soglia della contaminazione, in 5,6 milligrammi per chilogrammo.

Il  ricercatore francese Seralini,  nel 2012,  notò come i ratti alimentati con mais transgenico sviluppavano un alto numero di patologie tumorali in contrasto con i rassicuranti esiti degli studi della Monsanto http://www.ijbs.com/v05p0706.htm. Il lavoro di Seralini fu bocciato dall’EFSA perché considerato ottenuto con delle metodologie non standard. Invece nel mondo 1.240 scienziati hanno richiesto che tale ricerca venisse reinserita nella rivista Food and Chemical Toxicology (FCT) . Secondo il ricercatore francese la differenza del risultato va ricercata nella lunghezza del test, dato che lo studio della Monsanto durò solo pochi mesi.

Come è possibile che L’EFSA decida della salute di milioni di persone ricorrendo ad un lavoro commissionato dal richiedente. E’ come assolvere un presunto assassino, soltanto in base a delle prove di innocenza confezionate dallo stesso. Inoltre, dato che l’EFSA  nella relazione di valutazione raccomanda un piano di monitoraggio post vendita, perché non riconosce  il principio di cautela nei riguardi di un prodotto più che “discutibile” per la sicurezza alimentare, visto che gioca con la vita delle persone?  Sveglia EFSA ! Svegliamoci tutti quanti, altrimenti ci fanno fare la fine dei topi.

 

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