The Natural History Museum Launch Their Latest Exhibition 'Animal Inside Out'

Che non ci fosse più rispetto per la vita, se mai ce ne sia stato da quando l’uomo ha poggiato le sue orme sul pianeta, ce ne siamo accorti osservando più orizzonti; ma che persino la morte dovesse essere oggetto di manipolazione e speculazione, beh, non è che ci mancasse, ma non sino a questo punto.
La notizia non è delle ultime, risale al 2010/2011, ma scriviamo queste righe oggi, perché girando nei social network cui siamo iscritti, ci è capitato di vedere foto dei profili e non solo,  di quest’ “artista” che attraverso una tecnica da lui inventata e brevettata, “immortala” i cadaveri.
Ribattezzato dai media “Dottor Morte“, Gunther von Hagens, tedesco, 62 anni, è professore di anatomia, nonché artista autoproclamato. Nel 1977 ha messo a punto un metodo di conservazione delle salme che permette di preservare organi e tessuti attraverso un trattamento chimico.
La Plastination (Plastinazione, questo il nome della procedura, che prevede di sostituire con plastica l’acqua che compone le cellule.) La Plastination ha un vantaggio rilevante: permette ai cadaveri di mantenere posizioni realistiche, e di utilizzarli quindi per composizioni artistiche.
Procedura che von Hagens utilizza da circa 15 anni e che gli ha permesso di allestire in tutto il mondo numerose mostre, tanto visitate (33 milioni di spettatori in 60 città) quanto discusse e contestate.
All’interno della mostra chiamata BODY WORLDS c’è una donna incinta con la pancia aperta dentro la quale si vede il feto,ci sono uomini che praticano sport con i muscoli, i tendini, le cartilagini e ogni singola giuntura come apparirebbero se fossero scuoiati. Ci sono giovani e anziani, persone che danzano, leggono, giocano, saltano, camminano. Ci sono singoli organi da toccare, animali senza pelle e senza peli, e soprattutto cadaveri umani, secondo alcuni, anche di dubbia provenienza.
Problema che ha subito ovviato con la “fantastica” idea di approvvigionamento dei corpi mediante la donazione spontanea, leggiamo dal sito: “Tutti i preparati anatomici in mostra presso le esposizioni BODY WORLDS sono autentici. Appartengono a persone che hanno disposto in vita che i loro corpi, al decesso, dovessero essere messi a disposizione della formazione dei medici e della sensibilizzazione dei profani. Molti donatori sottolineano la loro volontà di essere in tale maniera utili ad altre persone anche dopo la morte. La loro altruistica donazione del corpo ci consente di fruire di visioni assolutamente uniche del corpo umano, finora riservate tutt’al più ai medici. Di questo siamo grati ai donatori di corpi  viventi e a quelli deceduti.”

Noi, probabilmente a causa di qualche nostro “limite”, troviamo davvero eccessiva e di pessimo gusto, una mostra del genere, e da genitori sicuramente sarebbe l’ultimo posto al mondo dove portarli, invece a quanto pare le mostre brulicavano di piccoli e piccolissimi.
Da bambini si rimaneva  incantati nel vedere sui libri di storia i corpi degli atleti greci e romani,  scolpiti da coloro  che secondo noi incarnavano i principi dell’arte, ovvero bellezza, eleganza, equilibrio, leggerezza.
Oggi invece la bellezza viene sostituita, dal macabro,  l’eleganza dal sinistro, l’equilibrio dal caos e la leggerezza ormai non sappiamo più cosa sia. Continuamente bombardate da visioni e stimoli bassi, le nostre coscienze vengono dirette e manipolate in direzioni e mete,  che nulla hanno a che vedere con la Vita, l’Umanità  e quanto di più bello invece potremmo tirar fuori dalla nostra infinita potenzialità se volgessimo lo sguardo in alto e se praticassimo tutti, anche nel più piccolo gesto quotidiano, la volontà di creare il Bello.
In ultimo, analizzando da un punto di vista esoterico il destino di quei corpi, direi che non è proprio il massimo  imprigionare nella plastica energie collegate alla coscienza che vi abitava, seppur fisiche, energie che dovrebbero ritornare alla fonte, e non essere manipolate cosi , in queste brutture.
Quindi se mai doveste essere tentati a donare il vostro corpo, tenete a mente questa nostra ultima considerazione.
Nel frattempo, sfogliamoci un bel libro di arte greco/romana, magari ci torna l’ispirazione.