nanoparticelle_applicazioni

Le nanoparticelle intossicano gli organismi viventi. Killer microscopici stanno saturando silenziosamente l’ambiente  con l’avvallo di quelle autorità  che dovrebbero essere preposte al controllo e alla salvaguardia del territorio e della salute. Tutto ciò è maledettamente reale e gli effetti dannosi sono stati confermati ancora una volta da uno studio della  RMIT University pubblicato su Plos One il 5 settembre del 2013.

I ricercatori della RMIT hanno potuto stabilire cosa produce in un ambiente acquatico l’immissione di nanoparticelle. Per monitorare l’inquinamento da metalli pesanti di un’ecosistema hanno testato la  Ceriodaphnia dubia, una pulce che vive nel laghetto del loro campus. L’introduzione di particelle di ossido di alluminio nel lago  ha provocato l’intossicazione delle pulci d’acqua. In particolare la scansione al microscopio ha rilevato che le Ceriodaphnia riportavano un danneggiamento di tratti dell’apparato digestivo. Così la ricerca ha dimostrato che le nanoparticelle riescono a penetrare nell’organismo e in particolare, attraversandolo, danneggiano le cellule e di conseguenza gli organi.

L’ industria delle nanoparticelle  è un business in crescita esponenziale. Viene stimato che nel 2015 raggiungerà l’astronomica cifra di un trilione di dollari. Secondo alcune previsioni la produzione di nanoparticelle di ossido di metallo passerà dalle 270.000 tonnellate del 2012 alle 1663.000 tonnellate entro il 2020. Secondo questi dati l’umanità è destinata a divenire uno scrigno per metalli pesanti. Già adesso la situazione è pericolosa.  Le nanoparticelle ingegnerizzate vengono applicate nelle creme solari, cibi, celle fotovoltaiche, imballaggi alimentari e farmaci. I nanomateriali sono impiegati  per produrre pavimenti, abrasivi, vernici, carburanti per aerei, propellente per razzi a combustione,  scie chimiche e vaccini e tanto altro ancora.

Diversi studi hanno già dimostrato come le nanoparticelle di ossido di alluminio provochino effetti negativi su microorganismi, alghe e lombrichi. Inoltre alcuni ricercatori hanno evidenziato  come l’aumentata incidenza dell’ Alzheimer e delle ischemie possa essere correlata con la presenza dei ‘metalli pesanti’ nel corpo.

I dati che abbiamo  a disposizione sono più che sufficienti per capire che siamo di fronte ad un grande crimine contro l’umanità. Questi nemici dell’umanità vanno fermati finché siamo in tempo. Diamoci una mossa perché i nostri corpi si stanno intossicando velocemente.