Alimentazione & Stile di vita

 

tablet-per-bambini-586x390In questa era digitale i bambini sanno destreggiarsi molto bene con le apparecchiature tecnologiche, ma tendono a perdere di vista la realtà, trovandosi a disagio nel compiere attività pratiche come allacciarsi le scarpe o servirsi la colazione da soli. Lo riporta un articolo del quotidiano la Repubblica, citando i dati della società AVG che ha il suo quartier generale nella Repubblica Ceca.

I bambini, assorbiti in modo compulsivo dall’uso di smartphone e tablet, tendono a vivere in un mondo virtuale nel quale nessuno si fa male, un mondo nel quale nessuna applicazione scaricata potrà mai sostituire una esperienza concreta vissuta sulla propria pelle; il rischio è che la dimestichezza con il mondo digitale posponga l’esperienza nel mondo reale. È importante che il bambino, nei suoi primi 5 o 6 anni di vita, impari a diventare autonomo.

L’evoluzione digitale, accomunata ad una sempre maggiore protezione nei confronti dei bambini, sta togliendo loro un “nutrimento” che solo l’esperienza nella materia potrà donare. I genitori sono sempre più preoccupati di un possibile incidente che possa capitare ai loro figli, tanto da non rendersi conto che i pericoli derivanti dal web sono maggiori. Negli Stati Uniti, il timore di danni fisici ai bambini, ha fatto togliere gli scivoli dai giardinetti, imposto il casco fin dai 18 mesi per svolgere qualsiasi attività fisica, divieto assoluto di arrampicarsi sugli alberi o correre liberamente al di fuori di una struttura sportiva.

L’Europa si sta adeguando, trasformando i giardini pubblici in luoghi anonimi, come scrive Ellen Sandseter, pedagoga all’università Tronheim in Norvegia, notando che nella sua città, gli spazi per bambini sono diventati noiosi, incapaci di stimolare la competizione. Venendo meno la percezione del rischio, i bambini non si confrontano con le loro paure rimanendo in una sorta di bambagia nella quale, come sospesi, vivono un mondo parallelo.

Le paure degli adulti non devono ammantare i bambini, i quali debbono essere sostenuti affinché possano esprimere il mondo nuovo di cui sono l’espressione tangibile. I genitori tendono a vedere pericoli ovunque, alcuni certamente reali e da prendere in considerazione, ma la maggior parte è inesistente. I bambini hanno bisogno di sperimentare, e non sarà qualche sbucciatura ad inficiare la loro crescita, anzi potrà essere d’aiuto portandoli a contatto con i propri limiti.

Gli adulti hanno sempre più paura, e si stanno ritraendo sempre più per il timore di “soffrire” ulteriormente. Non possiamo per questo svilire le nostre vite, togliendoci il piacere di giocarci in ciò che non conosciamo, così da alimentare una crescita che non potrà mai avere fine, infatti, sarebbe delittuoso inibire queste potenzialità, unico mezzo per trovare fiducia e autostima in se stessi. L’adulto inibito tenderà ad inibire, e il bambino si rifugerà sempre più in mondo virtuale nel quale sublimare ciò che fisicamente gli viene impedito.

Che cosa volete che serva un tablet o uno smartphone ad un bambino? Poco o nulla perché rappresenta le paure dell’adulto che vuole monitorare il proprio figlio sedando le proprie paure. Il bambino ha bisogno di giocare, di correre, saltare e arrampicarsi sugli alberi, avendo necessità di sperimentarsi fisicamente, emotivamente e mentalmente.

I bambini sono un tesoro inestimabile, non sviliamolo con il timore di contattare le nostre paure… è una responsabilità troppo grande perché tutto questo rimanga inespresso.

 

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