l43-dieta-smartphone-121212170302_mediumDa quando sono arrivati gli smarthphone nelle nostre vite non dobbiamo temere nulla, basta scaricare una applicazione ad hoc ed il gioco è fatto. Volete tenervi in forma, e se siete sovrappeso, dimagrire qualche chilo? No problem, basta schiacciare qualche tasto, e le promesse, spesso mancate, che facciamo a noi stessi, saranno mantenute. Infatti, chi nella propria vita non ha affermato almeno una volta che il lunedì successivo avrebbe cambiato regime alimentare?

Ora non abbiamo più scampo, dietologo e personal trainer potranno giungerci in aiuto con pochi megabyte e una manciata di euro. Ci penseranno loro a ricordarci le promesse fatte con sveglie e notifiche, trasformandoci in aspiranti marines che, al grido di signorsì signore, scioglieranno adipe a go go.

Questa applicazione si chiama MyFitnessPal, e si può scaricare gratuitamente nella sezione “Salute e benessere” dall’app store Apple. Al momento dell’iscrizione si inseriscono i dati relativi ad altezza, peso, stile di vita e il numero dei chili che si vuole lasciare per strada. L’algoritmo sceglierà per noi, e volendo scaricare anche app a pagamento potremmo essere vessati ancora di più così da non avere scampo, avendo a disposizione tutta una serie di elementi con il rischio reale di fare sempre più confusione.

La responsabilità personale a questo punto va a farsi friggere, perché saremo sempre più dipendenti da qualcosa di esterno, il quale potrà anche essere un supporto, ma non potrà mai sostituirsi ad uno stile di vita sano sotto tutti i punti di vista, fisico, emotivo e mentale. Purtroppo, tutti coloro che vogliono il nostro “bene” ed “aiutarci” a vivere in armonia, si “dimenticano” di dircelo… molto meglio separarci dalla nostra capacità di ascoltarci, così che non venga incentivato il nostro sentire, sostituito da un altro alienante. Non c’è problema basta una applicazione, in quanto l’alieno, quando gli conviene, si applica e molto.

Intanto è assolutamente errato il metodo, il quale tende, in questo ed in altri ambiti, ad uniformare, senza far leva sulla specificità di ognuno. Due persone che inseriranno dati uguali avranno la medesima dieta, sicuri del fatto che gli effetti saranno in ogni caso diversi e nello stesso tempo condivisibili, perché sono quasi sicuro, ma togliamo il quasi che è meglio, che la frustrazione sarà il minimo comune denominatore.

Se non andremo a modificare che cosa motiva le nostre abitudini alimentari finiremo per ingrassare ancora di più… ma si sa un essere frustrato sarà sempre e comunque un buon acquirente di prodotti inutili. A questo punto, perché dargli informazioni attraverso le quali potrebbe affrancarsi da questo circolo vizioso? Meglio di no, sta roba è tutto meno che no profit.

Il cibo è diventato un mezzo attraverso il quale ottundere la coscienza e, visto che siamo quello che mangiamo, non ci possiamo stupire se la popolazione ha sempre più problemi di obesità. Se non vi sono patologie particolari basta fare un po’ di movimento ed ingurgitare meno calorie di quelle che si consumano, facile no?

200462290-001Vi ricordate colazione da re, pranzo da principe e cena da povero? Questa è una bella base di partenza, poi tanta frutta e verdura, poco alcool, stando attenti a non saltare i pasti perché questo vizio è estremamente nocivo. Questo mi disse il mio medico di base, al quale mi rivolsi tanti anni fa quando volevo dimagrire, aggiungendo che sarebbe stato meglio mangiare i carboidrati a pranzo e le proteine la sera.

Inutile dire che nel 1980 il mio medico di base non si avvalse di nessuna applicazione, e si guardò bene da spacciare tutto questo come innovativo. Rimaniamo umani che è meglio, senza delegare alla tecnologia il nostro benessere, la quale, invece di unire, divide sempre più, alimentando gli istinti, in luogo di una capacità di discriminare quanto mai necessaria in questo periodo storico.