valuation-149889_1280La riforma del catasto annunciata da anni sembra vivere un momento di accelerazione, infatti, il Consiglio dei ministri si sta dando da fare per creare nuovi criteri su cui si baseranno le nuove valutazioni delle rendite catastali, non più fatte in base ai vani, ma ai metri quadri.

Grazie ad un algoritmo che sarà elaborato, verranno intrecciati tutti i dati, e se fino ad oggi il sistema di calcolo consentiva che, una abitazione molto ampia ma con pochi vani, venisse classificata con rendite molto inferiori, ora potrebbe non accadere più.

Per vedere attuata questa “rivoluzione”, ricordando che siamo sempre in Italia, un paese dove le cose facili vengono rese difficili, ci vorranno, secondo gli addetti ai lavori almeno cinque anni.

Prima partirà il censimento dei circa 66 milioni immobili italiani, con l’obiettivo di far emergere le case fantasma, quelle che ancora il fisco non ha avuto il piacere di conoscere. Lo Stato ci prova ad essere efficiente, particolarmente stimolato dal bisogno di fare cassa.

Tutto nasce sempre con buone intenzioni, le case fantasma saranno stanate, si pagherà tutti ed in modo equo, fermo restando il fatto che ogni volta ci si ritrova a pagare di più e, come se non bastasse, il tutto reso sempre più difficile.

La sensazione è sempre quella che toccare una ristretta cerchia di persone serva veramente a poco, meglio toccare elementi come la casa che, bene o male, possiedono in molti, così da rastrellare più risorse.

Fonte articolo: http://www.corriere.it/economia/14_novembre_11/tasse-si-pagheranno-metro-quadrato-04f423c6-696e-11e4-96be-d4ee9121ff4d.shtml