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Il Consiglio regionale toscano si appresta a discutere la mozione sulle scie chimiche presentata dal consigliere regionale Gabriele Chiurli in data 10 aprile 2014. Per l’occasione vi è stata una riunione di approfondimento indetta da Democrazia Diretta alla quale hanno partecipato i rappresentati di tutti i gruppi politici della Regione Toscana e i rappresentanti dell’associazione No geoingneria (http://democrazia-diretta.org/2014/11/13/scie-chimiche-eppur-la-regione-toscana-si-muove/)

Nonostante  diverse interrogazioni parlamentari, regionali ed europee non abbiano ricevuta risposta adeguata al fenomeno delle irrorazioni chimiche, vogliamo lo stesso sperare che le istituzioni possano ancora essere un luogo di dibattito civile e democratico. Basta guardare il cielo ad occhio nudo e  subito ci si rende conto che c’è qualcosa che non quadra. In alcune giornate vi sono dei reticolati che sfregiano il cielo da nord a sud, la respirazione è difficoltosa, le mucose sono infiammate e la ricaduta di filamenti polimerici è copiosa. Le analisi svolte sui campioni raccolti hanno stabilito che è  materiale polimerico biocompatibile e le autorità competenti con molta “disinvoltura” hanno dichiarato che si tratta di ragnatele prodotte da ragni volanti.

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Ma il buon senso, oltre ad essere confermato dalle analisi, dice altro visto che questi filamenti si vedono nei prati, sulle macchine, nelle case e sulla biancheria stesa al sole.

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Possibile che il dibattito sulle scie chimiche  debba essere ridotta ad un esercizio di stile retorico che confuta la verità in base alle capacità di dialettica. Per stabilire se quello che screzia il cielo sono scie di condensazione o scie chimiche oppure se i filamenti caduti sono ragnatele o polimeri ci vuole innanzitutto libertà di visione, allora l’opera può essere supportata con delle analisi svolte da chi possiede una adeguata preparazione scientifica (http://riprendiamociilpianeta.it/portfolio-item/unesperienza-diretta/).

Il problema esiste, lo vediamo con i nostri occhi e ce lo confermano le nostre mucose, le prove non mancano (https://primapaginadiyvs.it/scie-chimiche-nuove-inquietanti-analisi-cade-dal-cielo/) , ed è talmente inquietante che deve essere approfondito con dei mezzi adeguati. Per bloccare la verità non basta produrre delle relazioni rassicuranti prodotte con il copia ed incolla. A cosa servono tutti i soldi stanziati nella ricerca e nella tutela dell’ambiente se il cittadino percepisce che lo Stato vuole ingannarlo? Lo scollamento esistente tra le istituzioni e la gente è un dato di fatto. Perché si fa di tutto per continuare ad allargare la forbice?

La percezione comune è che la verità su certe questioni venga bloccata dalla lunga mano militare del segreto di stato. Ma  le autorità preposte devono monitorare ed informare i cittadini della qualità dell’aria che respiriamo, della terra che coltiviamo e dell’acqua che beviamo. Fino a quando tutto ciò non verrà fatto nella trasparenza più completa, come associazione Riprendiamoci il Pianeta continueremo ad informare la popolazione di cosa sta veramente accadendo. (http://riprendiamociilpianeta.it/il-15-novembre-insieme-diciamo-no-alle-scie-chimiche-agli-ogm-e-ai-vaccini/